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Errori che ho fatto in Giappone (e come evitarli)

Ogni viaggio ha i suoi errori. Il Giappone non fa eccezione, anzi: è un paese dove piccole distrazioni o scelte sbagliate possono costarti tempo, soldi o esperienze che avresti voluto vivere.

In questo articolo raccolgo gli errori che ho fatto io durante il mio primo viaggio in Giappone, spiegando perché sono successi e come puoi evitarli.

Non è una lista di cose ovvie tipo “non dimenticare il passaporto”. Sono errori concreti, che ho fatto davvero, e che mi hanno insegnato qualcosa.


Non comprare subito qualcosa che ti piace davvero

Questo è probabilmente l’errore che mi pesa di più.

Ad un mercato dell’antiquariato a Tokyo ho visto una maschera di Kitsune bellissima, fatta a mano, con dettagli incredibili.

L’ho guardata, l’ho presa in mano, ho chiesto il prezzo. Poi ho pensato: “Magari la trovo anche altrove, non voglio caricarmi di roba subito.”

Cosa è successo

Non l’ho più vista, o meglio ne ho viste altre ma di plastica o di qualità inferiore.

Nei giorni successivi ho controllato altri mercati, negozi di souvenir, mercatini dell’usato. Niente.

Perché è stato un errore

Nei mercati dell’usato ogni oggetto è unico. Se non lo prendi in quel momento, qualcun altro lo prenderà.

Non puoi pensare “torno dopo” o “la trovo da un’altra parte”, perché non funziona così.

Come evitarlo

Se vedi qualcosa che ti piace davvero in un mercato dell’usato, compralo subito.

Non aspettare. Non pensare di trovarlo altrove. Non dire “ci penso”.

Nei negozi normali o nelle catene puoi rimandare. Nei mercati no.

Ne ho parlato anche nell’articolo sulle esperienze local.


Non avere sempre contanti a portata di mano

Questo è uno degli errori più frequenti che ho fatto, e che mi è costato più volte tempo e stress.

In Giappone molti posti accettano solo contanti:

  • Templi e santuari (per goshuin, omamori, offerte)
  • Ristoranti piccoli o a gestione familiare
  • Mercatini dell’usato
  • Bancarelle di street food.

Episodio 1: il Todaiji a Nara

A Nara, dentro il parco, ero entrato nel Todaiji per vedere il grande Buddha. Avevo già pagato il biglietto d’ingresso in contanti, ma quando sono arrivato all’ufficio dei goshuin per richiederne uno, avevo finito i contanti.

Il goshuin si paga solo in contanti. Niente carta, niente Suica.

Risultato:

  • Sono dovuto uscire dal tempio
  • Ho fatto circa 15 minuti a piedi fino al 7-Eleven più vicino
  • Ho prelevato
  • Sono tornato indietro con altri 15 minuti
  • Ho dovuto pagare di nuovo il biglietto d’ingresso per rientrare nel tempio.

Episodio 2: il ristorante che accettava solo contanti

Un altro episodio simile è successo in un ristorante.

Ci siamo seduti, abbiamo ordinato, e solo dopo ho chiesto per conferma se accettavano la carta.

Il cameriere mi ha detto di no.

Gli ho chiesto dove potevo prelevare e mi ha indicato un 7-Eleven a circa 5 minuti a piedi.

Sono uscito mentre stavano preparando il pranzo, sono corso a prelevare qualcosa e sono tornato in tempo per mangiare.

Non è stato un dramma, ma è stata una situazione evitabile.

Perché è stato un errore

Ho dato per scontato di poter pagare con la carta ovunque, o che avrei sempre avuto abbastanza contanti.

In realtà in Giappone il contante è ancora molto usato, e se finisci i soldi ti tocca cercare un ATM.

Come evitarlo

Porta sempre contanti in tasca, anche quando pensi di non averne bisogno.

Una buona abitudine è:

  • Prelevare la mattina
  • Tenere sempre almeno 5.000-10.000 yen in contanti
  • Ricaricare quando scendi sotto i 3.000 yen
  • Prima di sederti in un ristorante piccolo, chiedere se accettano carte.

Un altro consiglio: se sai che visiterai templi durante la giornata, tieni da parte almeno 2.000-3.000 yen solo per quelli (goshuin, omamori, offerte).

Ne ho parlato anche nell’articolo su contanti e Revolut.


Non controllare gli orari di chiusura dei templi

Un errore che ho fatto più volte, soprattutto all’inizio del viaggio.

Molti templi in Giappone chiudono prima di quanto ti aspetti, soprattutto in inverno.

Perché è stato un errore

Ho dato per scontato che i templi restassero aperti fino a sera, come le chiese in Italia.

Invece molti templi chiudono all’imbrunire, e in inverno fa buio presto.

Come evitarlo

Controlla sempre gli orari di apertura e chiusura prima di andare.

Puoi cercare su Google, sui siti ufficiali dei templi o chiedere all’AI (ChatGPT, Perplexity) per una stima generale.

Un altro consiglio: se vuoi visitare un tempio importante, vai la mattina o il primo pomeriggio. Non lasciarlo per ultimo nella giornata.

Se vuoi sapere come usare l’AI per pianificare il viaggio, ho scritto un articolo dedicato.


Portarsi troppa roba in giro

Partivo la mattina con lo zaino pieno di cose “che potevano servire”:

  • Giacca pesante (anche se non faceva così freddo)
  • Powerbank (anche se il telefono era carico)
  • Bottiglia d’acqua piena
  • Snack vari
  • Felpa di ricambio.

Cosa è successo

Dopo 10.000-15.000 passi al giorno, lo zaino pesante si fa sentire.

Le spalle iniziano a fare male, la schiena si irrigidisce, e verso sera sei stanco anche per il peso che hai portato tutto il giorno.

Perché è stato un errore

In Giappone non serve portarsi dietro tutto.

Ci sono konbini ovunque dove comprare acqua, snack, qualsiasi cosa ti serva.

Ci sono locker nelle stazioni dove lasciare giacche o zaini se non servono.

Non sei in un deserto. Sei in una delle città più organizzate al mondo.

Come evitarlo

Porta solo l’essenziale:

  • Telefono e powerbank (se prevedi di usarlo tanto)
  • Portafoglio con contanti e carte
  • Bottiglietta d’acqua piccola (puoi riempirla ai konbini)
  • Eventualmente una giacca leggera pieghevole.

Se hai cose in più, usa i locker nelle stazioni. Ne ho parlato nell’articolo su locker e spedizione bagagli.

Costano pochi yen e ti salvano la giornata.


Sottovalutare le distanze a piedi

Sulla mappa Google Maps due posti sembrano vicini. Poi scopri che ci sono 20 minuti a piedi in mezzo.

Perché è stato un errore

Ho dato per scontato che “vicino sulla mappa” significasse “5 minuti”.

In realtà in Giappone le distanze sono spesso più grandi di quanto sembri, soprattutto perché le stazioni sono enormi e le uscite possono essere lontanissime tra loro.

Come evitarlo

Usa Google Maps in modalità pedonale per controllare i tempi reali.

Non fidarti solo della vicinanza visiva sulla mappa.

E soprattutto: calcola il tempo per entrare/uscire dalle stazioni.

Attraversare una stazione come Shinjuku o Tokyo Station può richiedere 10-15 minuti solo per arrivare all’uscita giusta.

Ne ho parlato anche nell’articolo su come muoversi in metro.


Pianificare troppo (e stressarsi per niente)

All’inizio del viaggio avevo pianificato tutto: orari, treni, templi, ristoranti.

Pensavo che avere un piano rigido mi avrebbe fatto risparmiare tempo.

Cosa è successo

Nella realtà:

  • I treni non sono sempre puntuali come pensi (soprattutto se sbagli uscita o linea)
  • Le code per entrare in un tempio possono essere lunghe
  • Ti fermi a guardare qualcosa di interessante per strada
  • Hai bisogno di una pausa, di sederti, di mangiare qualcosa.

Risultato: il piano salta già alle 11 del mattino, e ti ritrovi a correre per “recuperare” o a saltare cose.

Perché è stato un errore

Il Giappone non è un paese dove puoi controllare ogni minuto.

È un posto dove le cose funzionano bene, ma dove ci sono anche imprevisti normali: una stazione enorme, una fila imprevista, un negozio che ti conquista.

Come evitarlo

Pianifica la struttura, non gli orari.

Decidi:

  • Quali zone visitare in un giorno
  • Cosa è “required” e cosa è opzionale
  • In che ordine ha senso fare le cose.

Ma non fissare orari precisi tipo “alle 14:00 devo essere qui”.

Lascia spazio per improvvisare, per fermarti, per cambiare idea.

Ne ho parlato in modo approfondito nell’articolo su come pianificare l’itinerario.


Non lasciare giorni cuscinetto alla fine

Una delle scelte migliori del viaggio è stata tenere 1-2 giorni cuscinetto alla fine, senza programmi fissi.

Il problema è che non li avevo previsti abbastanza: avrei dovuto lasciarne di più.

Perché servono

I giorni cuscinetto servono per:

  • Recuperare cose che hai saltato
  • Rifare qualcosa che ti è piaciuto particolarmente
  • Fare acquisti dell’ultimo minuto
  • Visitare qualcosa che hai scoperto solo sul posto.

Senza questi giorni, rischi di arrivare all’ultimo giorno con una lista di cose non fatte e nessun modo di recuperarle.

Esempio concreto

Volevo vedere il Gundam a Odaiba illuminato la sera, ma un giorno ho fatto tardi e non ce l’ho fatta.

Avendo lasciato giorni liberi alla fine, sono riuscito a recuperare senza stress.

Come evitarlo

Quando pianifichi il viaggio, lascia almeno 1-2 giorni alla fine senza programmi rigidi.

Non riempirli con attrazioni obbligatorie. Tienili aperti.

Puoi usarli per:

  • Tornare in un posto che ti è piaciuto
  • Fare shopping tranquillo
  • Visitare qualcosa che avevi saltato
  • Semplicemente riposare.

In sintesi: gli errori più comuni da evitare

Ricapitolando, questi sono gli errori che ho fatto davvero e che puoi evitare:

  1. Non comprare subito qualcosa che ti piace nei mercati dell’usato
  2. Non avere sempre contanti a portata di mano
  3. Non controllare gli orari di chiusura dei templi
  4. Portarsi troppa roba nello zaino
  5. Sottovalutare le distanze a piedi sulla mappa
  6. Pianificare troppo e stressarsi per orari rigidi
  7. Non lasciare giorni cuscinetto alla fine del viaggio.

Nessuno di questi è un errore grave. Tutti sono recuperabili.

Ma evitarli ti fa risparmiare tempo, soldi e stress durante il viaggio.