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Contanti in Giappone e Revolut: perché conviene davvero usarli insieme

Quando si parla di Giappone, molti pensano a pagamenti super tecnologici e zero contanti. La realtà è un po’ diversa. Durante il viaggio mi sono reso conto che avere contanti è ancora essenziale, e che Revolut è uno degli strumenti più pratici per prelevarli, se usato nel modo giusto.

In questo articolo ti spiego perché, cosa aspettarti davvero sul posto e come mi sono organizzato io.

In breve: contanti sì

In Giappone non puoi fare affidamento solo sulla carta, nemmeno nel 2025. Succede spesso di trovarsi davanti a situazioni come:

Non è una questione di arretratezza: semplicemente il contante è ancora visto come affidabile, immediato e senza commissioni.

Per questo motivo, organizzarsi bene per prelevare yen è fondamentale.

Perché Revolut conviene in Giappone

Se non usi ancora Revolut, puoi registrarti da questo link. È un link referral: a te non cambia nulla, mentre io potrei ricevere un piccolo bonus (le condizioni variano spesso e non è garantito).

Una cosa che mi ha aiutato molto è stata usare Revolut come carta principale per i prelievi.

I motivi principali:

Non è una soluzione “magica”, ma è molto più pratica rispetto alle carte tradizionali italiane.

Carta fisica: non è opzionale

Una cosa che molti sottovalutano: serve la carta fisica.

In Giappone:

Se stai partendo, il consiglio è semplice: ordina la carta fisica con largo anticipo.

Limiti Revolut: free vs premium (esperienza reale)

Qui bisogna fare un po’ di chiarezza, perché fa la differenza sul campo.

Piano Free

Con il piano gratuito, hai 200€ di prelievi gratuiti al mese.

Piano Premium

Con il piano premium, hai 400€ di prelievi gratuiti al mese.

Io ho avuto il premium gratis per 2 mesi (promo casuale, capita spesso). L’ho sfruttato tutto durante il viaggio ed è stato davvero comodo.

In alternativa, secondo me ha senso anche:

Visti i costi delle commissioni bancarie tradizionali, quei 10€ si recuperano facilmente.

Revolut + Suica su iPhone: combo perfetta

Questa è probabilmente la parte più comoda di tutto il setup.

Se hai un iPhone:

Un esempio concreto: mi è successo davvero a Nara

Una situazione che mi ha fatto capire quanto i contanti siano ancora fondamentali è successa a Nara, dentro il parco.

Ero entrato nel Todaiji, avevo già pagato il biglietto d’ingresso in contanti, ma per il Goshuin accettavano solo contanti. Io, ovviamente li avevo appena finiti.

Risultato:

Non è stato un dramma, ma è stata una perdita di tempo evitabile.
Da quel momento ho sempre tenuto un po’ di yen in tasca, anche quando pensavo di non averne bisogno.

Conclusione

Il Giappone è super organizzato, ma non è cashless come molti si aspettano. Il mio consiglio pratico è:

È uno di quei casi in cui una buona organizzazione prima ti evita parecchi fastidi durante il viaggio.


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