Una delle cose che senti ripetere spesso è che in Giappone è difficile mangiare male. Ed è in gran parte vero: la qualità media è alta, anche nei posti casuali.
Detto questo, non è impossibile finire in un locale mediocre. A noi è capitato una volta a Tokyo, in una zona piena di locali caratteristici abbiamo scelto il primo che abbiamo visto perchè eravamo affamati. Il cibo non faceva schifo, ma i prezzi erano più alti del normale e la qualità leggermente sotto la media giapponese. Probabilmente era un posto che puntava più sui turisti di passaggio, infatti non c’erano giapponesi seduti…
Ma sono episodi rari. In generale, l’approccio migliore è un mix tra pianificazione leggera e improvvisazione. In questo articolo spiego come mi sono organizzato io, cosa ha funzionato e quando conviene davvero fissare qualcosa in anticipo.
Prenotare o decidere sul momento?
La domanda che mi sono fatto spesso prima di partire era: devo prenotare i ristoranti?
La risposta, come spesso capita, è: dipende.
Quando ha senso prenotare
Ci sono alcune situazioni in cui prenotare è praticamente necessario:
- ristoranti molto famosi o stellati
- locali piccoli con pochi posti (tipo alcuni izakaya tradizionali)
- esperienze particolari come kaiseki o ryokan con cena inclusa
- se hai orari rigidi o gruppi numerosi.
In questi casi conviene organizzarsi prima, anche con settimane di anticipo se si tratta di posti particolarmente richiesti.
Come si prenota in Giappone
Prenotare in Giappone può essere un po’ diverso rispetto all’Italia.
Le opzioni principali sono:
- Chiamare il ristorante: funziona, ma è difficile se non parli giapponese
- App come Tabelog: permettono di prenotare online alcuni locali
- Andare direttamente sul posto: se c’è fila, puoi metterti in lista. In alcuni casi devi aspettare fuori, in altri ti dicono verso che ora potrai entrare e puoi tornare dopo.
Quest’ultima opzione l’ho usata diverse volte. Funziona soprattutto nei locali più informali: arrivi, vedi la fila, ti metti in lista e ti gestisci di conseguenza.
Quando improvvisare funziona meglio
Per il resto dei pasti, secondo me decidere sul momento è spesso la scelta migliore.
I motivi sono semplici:
- non sai mai con esattezza a che ora avrai fame
- non sai dove ti troverai davvero quando arriva l’ora di pranzo o cena
- fissare un ristorante in anticipo ti costringe a muoverti in funzione di quello, non del tuo ritmo.
Durante il viaggio mi è capitato spesso di cambiare zona all’ultimo o di finire prima (o dopo) del previsto. Aver lasciato i pasti liberi mi ha evitato parecchio stress.
Molti locali chiudono presto
Una cosa che ho notato sul posto è che molti ristoranti in Giappone chiudono prima rispetto all’Italia, soprattutto fuori dalle grandi città o nelle zone meno turistiche.
Non è raro trovare locali che:
- smettono di accettare ordini alle 20:00 – 21:00
- chiudono definitivamente alle 21:00 – 22:00
- fanno last order (ultimo ordine) anche un’ora prima della chiusura effettiva.
Questo vale soprattutto per:
- piccoli ristoranti a conduzione familiare
- locali tradizionali
- zone residenziali.
Le catene e i locali nelle aree più centrali o turistiche tendono a restare aperti più tardi, ma non è sempre garantito.
Il consiglio pratico: se hai in mente un posto specifico, controlla gli orari prima o cerca di andarci entro le 19:30–20:00 per stare tranquillo. In alternativa, konbini e alcuni izakaya restano aperti fino a tardi (o 24/7).
Come scegliere i ristoranti: pin sulla mappa e intuito
Il sistema che ho usato io è stato un mix tra pianificazione leggera e improvvisazione.
Prima di partire avevo segnato diversi ristoranti su Google My Maps, divisi per tipo di cucina e zona.
Questo mi ha aiutato perché, quando arrivava l’ora di mangiare, aprivo la mappa e vedevo subito se c’era qualcosa di interessante nelle vicinanze. Ma non mi sono mai fissato: se non c’era niente di speciale, cercavo un posto sul momento magari dando un rapido sguardo alle recensioni su Google Maps o andavo al konbini.
I piatti finti fuori dai ristoranti
Una delle cose più utili in Giappone sono i sampuru, i piatti finti esposti fuori dai ristoranti.
Sono delle riproduzioni dei piatti che vengono serviti all’interno del locale, realizzate in plastica o resina.
È un sistema molto immediato e visivo. Anche senza parlare giapponese, capisci subito cosa aspettarti.
Sampuru - piatti finti giapponesi
Piccoli locali vs catene: entrambi vanno bene
In Italia siamo abituati a pensare che le catene siano sinonimo di qualità bassa. In Giappone non funziona così.
Le catene
Ho mangiato diverse volte in catene (ramen, gyudon, curry, tonkatsu) e la qualità era sempre buona.
I vantaggi:
- prezzi chiari
- menu spesso con immagini ed in inglese
- velocità nel servizio
- affidabilità
- nessun rischio di finire in un posto troppo turistico o mediocre.
Non sono esperienze “autentiche” nel senso classico, ma per un pasto veloce o quando sei stanco funzionano benissimo.
I locali piccoli
I locali piccoli, soprattutto quelli a gestione familiare, sono spesso ottimi.
Il “problema” (non è un vero problema) è che:
- i menu sono solo in giapponese
- non parlano una parola di inglese
- spesso accettano solo contanti
- a volte non hanno posto e devi aspettare.
Quando entri in un locale piccolo, una delle prime cose da fare è chiedere se hanno un menu in inglese. Spesso te lo danno loro senza che tu debba chiederlo, ma se vedi solo il menu in giapponese, puoi provare a chiedere. Se non ce l’hanno, tocca tradurre.
Ma quando trovi un buon locale piccolo, l’esperienza è molto diversa rispetto alle catene. Noi ancora ci sogniamo il sushi mangiato in un piccolo locale dove c’erano questi 2 anziani che preparavano il sushi davanti a noi. Un’esperienza autentica e indimenticabile.
Il mio consiglio: non escludere né l’uno né l’altro. Dipende dalla giornata, dalla fame e dall’energia che hai.
Le macchinette per ordinare: zero interazione
Una cosa che ho trovato molto comune, soprattutto nei locali di ramen e nei posti veloci, sono le macchinette per ordinare.
Funziona così:
- Entri nel locale
- Trovi una macchinetta con i piatti disponibili (spesso con foto)
- Paghi e la macchinetta ti dà un biglietto per ogni piatto ordinato
- Consegni i biglietti quando ti siedi
- Arriva il cibo.
È un sistema pensato per evitare interazioni: entri, ordini, paghi, mangi e vai via. Niente conversazioni, niente spiegazioni. Per chi non parla giapponese è comodissimo.
L’unico momento in cui devi interagire è quando ti accompagnano al posto, ma anche lì basta un cenno.
Tradurre i menu: Google Translate e AI
Uno dei problemi più comuni è capire cosa c’è scritto nei menu.
Google Translate con la fotocamera
Google Translate ha una funzione che traduce il testo in tempo reale tramite fotocamera.
È comoda, ma:
- a volte traduce male
- i nomi dei piatti non sempre hanno senso in italiano
- può creare più confusione che altro.
L’ho usata, ma non mi ci sono affidato ciecamente.
Usare l’AI per tradurre i menu
Quello che ha funzionato meglio per me è stato fotografare il menu e chiedere a ChatGPT o Perplexity di tradurlo e spiegarlo.
Durante il viaggio avevo:
- ChatGPT Plus (avevo attivato un mese a pagamento sfruttando un’offerta che mi era arrivata)
- Perplexity Pro gratis per un anno (avevo sfruttato l’offerta di PayPal: se facevi il login con lo stesso account usato per PayPal ti davano l’abbonamento annuale gratis).
Funzionava così:
- Fotografavo il menu
- Lo caricavo su ChatGPT o Perplexity
- Chiedevo di tradurre e spiegare i piatti
- L’AI mi dava una descrizione chiara e comprensibile.
Questo metodo è stato molto più utile di Google Translate, soprattutto per capire davvero cosa stavo ordinando e non solo avere una traduzione letterale.
Utile anche in caso tu abbia intolleranze o allergie: puoi chiedere all’AI di tradurre il menu e di evidenziare i piatti che contengono determinati ingredienti.
Attenzione però: anche le AI sbagliano. A volte mescolano gli ingredienti, cambiano l’ordine rispetto al menu originale o traducono in modo impreciso. Non è frequente, ma può succedere. Meglio incrociare con le foto dei piatti finti fuori o con le immagini sul menu, se ci sono.
Se non hai questi strumenti a pagamento, puoi comunque usare la versione gratuita di ChatGPT o altre AI, anche se con qualche limitazione (es. numero di richieste al giorno).
Cosa aspettarsi nei ristoranti giapponesi
Ci sono alcune piccole differenze rispetto all’Italia che è utile conoscere.
Acqua o tè gratis
In quasi tutti i locali, appena ti siedi, ti portano acqua o tè gratis. Non devi chiederlo, arriva automaticamente.
Spugnetta calda per le mani
Insieme all’acqua ti danno spesso una spugnetta umida e calda (oshibori) per pulire le mani prima di mangiare. È un gesto di cortesia e igiene.
Wasabi e salsa di soia: attenzione
Non è visto bene chiedere wasabi extra o salsa di soia da aggiungere sopra ai piatti.
Questo vale soprattutto nei ristoranti di sushi più tradizionali. Il wasabi che mettono loro è già dosato e chiedere di più può essere interpretato come una mancanza di rispetto verso il lavoro dello chef.
Come intingere il sushi nella salsa di soia
Un’altra cosa importante: il sushi si intinge nella salsa di soia dalla parte del pesce, non del riso.
Il motivo è pratico: il riso assorbe troppa salsa e si sfalda facilmente. Intingere il pesce è più delicato e mantiene meglio il boccone.
Cosa ho mangiato davvero durante il viaggio
Una nota personale: durante il viaggio ho mangiato pochissimo sushi.
Non perché non mi piaccia, ma perché mi sono concentrato su altro:
- Izakaya: locali informali dove si beve e si mangiano piccoli piatti da condividere
- Ramen: l’ho mangiato spesso, in catene e locali piccoli
- Tonkatsu: cotoletta di maiale impanata, ottima
- Curry giapponese: molto diverso da quello indiano, più dolce e cremoso
- Gyoza: ravioli giapponesi, ottimi
- Altri piatti tipici che trovavo nei locali o che mi consigliavano.
Il Giappone ha una varietà enorme di cucina locale, e limitarsi al sushi sarebbe un peccato.
Colazione giapponese
Una delle cose che volevo provare assolutamente era la colazione tradizionale giapponese. Dimenticate cornetto e cappuccino: qui la colazione è salata, bilanciata e decisamente sostanziosa.
In genere comprende:
- Riso al vapore (l’elemento centrale)
- Zuppa di miso
- Pesce grigliato (spesso salmone o sgombro)
- Verdure sottaceto (tsukemono)
- Uovo (crudo da mescolare al riso o sotto forma di tamagoyaki, la frittata arrotolata)
- Tè verde.
A Kyoto abbiamo scelto un hotel proprio perché le recensioni sulla loro colazione tradizionale erano eccellenti, ed è stata una delle esperienze culinarie più interessanti del viaggio.
L’abitudine ci è piaciuta così tanto che, appena tornati in Italia, abbiamo subito comprato una cuociriso. Ora ogni tanto la rifacciamo anche a casa: un po’ di riso con del furikake (un condimento secco saporito), zuppa di miso e un uovo. È un ottimo modo per iniziare la giornata con un ritmo diverso.
Spuntini e pasti veloci: konbini e supermercati
Non tutti i pasti devono essere al ristorante.
Durante il viaggio ho mangiato spessissimo ai konbini e nei supermercati, soprattutto per:
- colazioni veloci
- pranzi leggeri
- cene dopo giornate lunghe
- snack durante gli spostamenti.
Cosa comprare ai konbini
I konbini hanno una selezione enorme di cibo pronto:
- onigiri (i classici triangolini di riso)
- bento (vassoi con riso, carne, verdure)
- panini e sandwich
- pasta e noodles da scaldare
- dolci e dessert
- bevande di ogni tipo.
La qualità è sorprendentemente alta, soprattutto se paragonata ai minimarket italiani.
Ho già scritto un articolo dedicato ai konbini, dove spiego meglio come funzionano e cosa conviene prendere.
Supermercati: sconti serali e bento freschi
Se hai tempo, i supermercati sono ancora meglio.
Soprattutto dopo le 19:00–20:00, molti prodotti freschi vengono scontati:
- bento
- sushi
- porzioni di carne e pesce
- insalate e piatti pronti.
È un modo comodo ed economico per mangiare bene senza uscire, soprattutto dopo giornate intense.
Anche qui, la qualità è ottima.
In sintesi
Il mio consiglio pratico per i pasti in Giappone:
- Prenota solo se necessario (locali famosi o esperienze particolari)
- Tieni dei pin sulla mappa, ma non fissarti
- Usa i piatti finti fuori dai ristoranti per decidere al volo
- Catene e locali piccoli vanno entrambi bene
- Porta contanti per i locali a conduzione familiare
- Traduci i menu con l’AI se hai accesso a ChatGPT o Perplexity, ma controlla con le immagini
- Sfrutta konbini e supermercati per pasti veloci o spuntini
- Rispetta le piccole regole locali (wasabi, salsa di soia, oshibori)
- Non limitarti al sushi: il Giappone ha molto altro da offrire.
Lasciare spazio all’improvvisazione, in questo caso, non è un rischio. È una delle cose che ha reso il viaggio più piacevole.