Una delle cose che mi ha colpito di più nei primi giorni in Giappone è stata una sensazione difficile da spiegare: l’ordine. Non una cosa imposta o meccanica, ma naturale, come se ci fosse un insieme di regole condivise che tutti conoscono e seguono senza bisogno che qualcuno le ricordi.
Nessuno ti sgrida se fai qualcosa di sbagliato. Nessuno ti corregge. Al massimo ricevi uno sguardo, spesso nemmeno quello. Ma sentirsi osservati come “quello che non sa come funziona” è una sensazione sgradevole che si evita facilmente.
Questo articolo raccoglie le cose principali da sapere, suddivise per contesto. Non è una lista di divieti, ma un modo per capire perché certe cose qui si fanno in un certo modo.
Nei trasporti
I trasporti pubblici in Giappone sono probabilmente il contesto dove le regole non scritte sono più evidenti. Metro e treni sono silenziosi anche nelle ore di punta, e non è per caso.
Il silenzio è la norma, non l’eccezione
Parlare al telefono in treno è considerato maleducato. Non è una regola raramente seguita: è la norma. Se proprio devi rispondere a una chiamata, esci dal vagone alla prossima fermata o abbassa molto la voce e tieni il tono basso. Quello che si evita è la conversazione normale al telefono, non una risposta rapida di dieci secondi.
Lo stesso vale per le cuffie: la musica o il video che ascolti deve restare privato. Se chi ti sta accanto sente la tua musica, stai già superando il limite.
Non si mangia (tranne sullo Shinkansen)
Mangiare in metro o sui treni urbani non è accettato. Lo Shinkansen è l’eccezione: ha bento apposta per questo, e il rituale di mangiare guardando il paesaggio scorrere è parte dell’esperienza.
Sui treni locali e in metro, anche uno spuntino veloce è fuori posto. Se hai fame, aspetta la prossima stazione.
Le code ai tornelli
Prima di salire sui treni, sui banchini c’è quasi sempre una segnaletica a terra che indica dove formarsi. I giapponesi la seguono in modo automatico. Arrivare e mettersi in fila rispettando le linee è la cosa giusta da fare, e le porte si aprono esattamente dove indicato.
Lo zaino
Nelle ore di punta, tenere lo zaino in spalla occupa spazio che non hai. La cosa normale è toglierlo e tenerlo davanti o posarlo in basso. Non è richiesto da nessuno, ma è una di quelle cose che si capisce dopo il primo viaggio in metro alle 8 del mattino.
I posti priority
I vagoni hanno posti riservati a anziani, donne incinte, persone con disabilità o con bambini piccoli. Anche se sono vuoti, molti giapponesi preferiscono non sedersi. Se il treno è pieno e sei giovane e in salute, evita questi posti. Nessuno te lo chiederà, ma è la cosa giusta.
Nei ristoranti e ai konbini
Aspetta di essere accompagnato al tavolo
In Italia sedersi da soli appena entri è normale. In Giappone, nella maggior parte dei ristoranti, si aspetta che un cameriere ti accompagni. Di solito basta aspettare qualche secondo all’ingresso: arriva qualcuno, ti dice quante persone siete e vi porta al tavolo.
Nei ristoranti più informali o nelle catene ci sono a volte display dove inserire il numero di persone e gestire autonomamente l’attesa.
Non si lascia la mancia
In Giappone la mancia non esiste e in alcuni contesti può creare imbarazzo. Non è un gesto apprezzato: il prezzo che paghi copre già il servizio. Se lasci dei soldi sul tavolo, il cameriere potrebbe rincorrerti pensando che te li sei dimenticati.
Bacchette: due cose da non fare
Due gesti legati alle bacchette sono associati ai funerali e quindi evitati con cura: infilzarle nel riso dritte verso l’alto e passare cibo da un paio di bacchette all’altro. Entrambi ricordano riti funebri buddisti legati alle offerte e alla cremazione, e per questo vengono considerati di cattivo auspicio anche a tavola in un contesto normale.
Anche indicare qualcuno o qualcosa con le bacchette è considerato scortese.
Non camminare mangiando
Fare uno spuntino camminando per strada non è la norma. I giapponesi si fermano, mangiano e poi continuano. Nei festival o nelle aree turistiche con street food c’è più tolleranza, ma in generale la cosa apprezzata è fermarsi vicino al posto dove hai comprato il cibo, mangiare lì e poi andare.
Ai konbini: posate e bacchette non sono automatiche
Quando compri qualcosa al konbini, non ti danno automaticamente posate o bacchette. Bisogna chiederle, o trovarle nel banchetto vicino alla cassa e prenderle da soli. Di solito ci sono anche salviette umide. Se ti sembra maleducato chiedere, non lo è affatto: è normalissimo.
Per strada e negli spazi pubblici
Soffiarsi il naso
Soffiarsi il naso in pubblico è considerato maleducato. La cosa normale, anche se può sembrare strana, è tirare su. Se devi assolutamente soffiarti il naso, trova un bagno o un posto appartato.
Camminare sul lato giusto
La regola generale è camminare sul lato sinistro del marciapiede, come sulle strade. A Osaka è il contrario, sul lato destro, probabilmente per via delle scale della metro di Namba dove la convenzione si è invertita. Non è una cosa su cui nessuno ti dirà nulla, ma aiuta a non andare controcorrente.
Il semaforo rosso
In Italia attraversare col rosso se non passa nessuno è normalissimo. In Giappone si aspetta il verde, anche alle 2 di notte con la strada vuota. È una delle differenze più visibili per chi arriva dall’Europa.
La voce
Il tono di voce basso è la norma in molti contesti pubblici, non solo nei trasporti. Nei ristoranti, per strada, nei negozi. Non serve bisbigliare, ma tenersi lontani dal volume che useremmo normalmente in Italia è già sufficiente.
Fotografie ai templi
Molti templi vietano le fotografie all’interno dei loro edifici principali. Di solito ci sono cartelli chiari. Vale la pena controllare prima di tirare fuori il telefono. E anche dove le foto sono permesse, fotografare persone che stanno pregando è una cosa da evitare.
Nei templi e santuari
Per tutto quello che riguarda i rituali, come lavarsi le mani alla fontana, come pregare, come mettere l’incenso e come comportarsi in generale nei luoghi sacri, ho scritto un articolo dedicato che spiega tutto nel dettaglio.
La cosa più importante da tenere a mente è che templi e santuari non sono attrazioni turistiche ma luoghi ancora vivi e frequentati ogni giorno dai giapponesi. Un atteggiamento rispettoso, la voce bassa e l’attenzione ai cartelli sono già la base di tutto.
Pagamenti: il vassoietto e i contanti
Quando paghi in contanti in Giappone, il denaro non si consegna direttamente in mano al commesso. Sul bancone c’è quasi sempre un piccolo vassoietto: lì vanno messi i soldi, e lì vengono restituiti il resto e lo scontrino.
Sembra un dettaglio, ma è la prassi ovunque: supermercati, ristoranti, negozi. Passare la banconota direttamente in mano può creare un momento di imbarazzo.
Sul tema contanti vale la pena ricordare che in Giappone il cash è ancora molto usato, più di quanto ci si aspetti. I ristoranti piccoli, i templi, i mercatini, alcune guesthouse: molti accettano solo contanti. Ne parlo in modo approfondito nell’articolo su Revolut e la gestione dei soldi in Giappone.
I prezzi sono fissi. Non si contratta, salvo forse in qualche mercatino dell’usato dove c’è più flessibilità.
Altre piccole cose che fanno la differenza
Tatuaggi
I tatuaggi sono ancora un tema in Giappone. Molti onsen e bagni pubblici non li ammettono. Non è una regola universale, ci sono strutture più aperte, ma prima di andare in un bagno pubblico o in una spa vale la pena verificare la loro politica. Non è una situazione in cui vuoi trovarti a dover rinunciare all’ultimo momento.
Questo succede anche in alcune palestre e piscine.
Inchino
L’inchino è un gesto di saluto e ringraziamento. Non serve fare inchini profondi e formali: anche un piccolo cenno della testa quando ringrazi qualcuno è apprezzato e appropriato. Dopo qualche giorno diventa naturale.
Ringraziare, salutare, scusarsi
Le parole più usate in Giappone sono tre: arigatou, sumimasen e onegaishimasu. La prima significa grazie, la seconda scusa/permesso e la terza per favore. Vengono usate in continuazione, in ogni contesto, e impararle fa una grande differenza.
Fumare
Fumare per strada in Giappone non è libero come si potrebbe pensare. In molte città, e in particolare nei centri urbani come Tokyo e Kyoto, è vietato fumare sui marciapiedi e nelle aree pubbliche all’aperto. Le multe esistono e in alcune zone vengono effettivamente applicate.
Esistono invece aree fumatori designate, spesso indicate con cartelli ben visibili o con piccole strutture apposite. Si trovano fuori dalle stazioni, in alcune piazze e nei parchi. Se hai bisogno di fumare, vale la pena cercare una di queste aree invece di farlo camminando.
Anche i ristoranti hanno regole proprie: alcuni hanno aree fumatori separate, altri sono completamente non fumatori. Di solito è indicato fuori dall’ingresso. In alcuni locali invece si può fumare liberamente, ma di solito si tratta di posti più piccoli e informali. In questi casi, è sempre bene chiedere al personale se è permesso fumare.