Prima di partire per il Giappone avevo visto qualche foto di questi “timbri” artistici che si raccolgono nei templi, ma non avevo capito bene cosa fossero né come funzionasse il sistema.
Sul posto ho scoperto che i goshuin sono molto più di un semplice souvenir: sono calligrafie fatte a mano, spesso personalizzate, che rappresentano una benedizione del tempio o santuario che stai visitando.
In questo articolo spiego cos’è un goshuin, come si richiede, dove comprare il libro per raccoglierli e cosa aspettarsi davvero quando ne chiedi uno.
Cos’è un goshuin
Un goshuin è una calligrafia realizzata a mano da un monaco o da un addetto del tempio, che include:
- il nome del tempio o santuario
- la data della visita
- un timbro rosso (o più di uno)
- caratteri scritti con pennello e inchiostro nero.
Non è un semplice timbro turistico: è considerato una benedizione o un segno di rispetto verso il luogo sacro che hai visitato.
Ogni goshuin è unico, anche nello stesso tempio, perché fatto a mano. La calligrafia cambia leggermente da persona a persona e da giorno a giorno.
Come si richiede un goshuin nel tempio
Richiedere un goshuin è semplice, ma ci sono alcune regole non scritte da seguire.
Dove si richiede
Di solito c’è un banchetto apposito vicino all’ingresso principale o all’uscita del tempio. A volte è segnalato con scritte in inglese tipo “goshuin” o “stamp office”, altre volte devi cercarlo un po’, ma lo trovi subito guardando dove c’è gente che aspetta con un libro in mano.
Come chiederlo
Il processo è questo:
- Ti avvicini al banchetto
- Consegni il tuo libro (goshuincho) già aperto alla pagina dove vuoi il goshuin
- Paghi (di solito 300-500 yen, c’è sempre scritto quanto costa)
- Aspetti che venga fatto
- Riprendi il libro e ringrazi.
Una cosa importante: il libro va consegnato già aperto alla pagina giusta. Questo perché i goshuin vengono fatti uno per pagina, e se consegni il libro chiuso rischi che te lo facciano in una pagina sbagliata o nel verso sbagliato.
Alcuni templi ti chiedono se preferisci il goshuin a destra o a sinistra (perché il libro si legge dall’ultima pagina alla prima, in stile giapponese). Se non hai preferenze, va bene qualsiasi lato.
Quando chiederlo
Il momento migliore per chiedere un goshuin è dopo aver visitato il tempio, non appena entri.
Non è una regola rigida, ma è una questione di rispetto: prima visiti il luogo, poi chiedi la benedizione.
Inoltre, alcuni templi chiudono il servizio goshuin prima dell’orario di chiusura del tempio stesso (tipo mezz’ora o un’ora prima), quindi se arrivi tardi rischi di non trovare più nessuno.
Dove comprare il libro (goshuincho)
Il goshuincho è il libro apposito dove raccogliere i goshuin.
Puoi comprarlo:
- nei templi stessi (quasi tutti i templi grandi lo vendono)
- nei negozi di souvenir vicino ai templi principali
- nei negozi specializzati in articoli tradizionali
- online prima di partire (ma secondo me perde un po’ il senso).
Secondo me è molto più bello comprarlo direttamente in un tempio.
Ogni tempio ha design diversi, spesso legati alla storia o all’estetica del luogo. Comprarlo lì rende il libro stesso parte del ricordo del viaggio.
Il costo di un goshuincho varia tra 1.000 e 2.000 yen, a seconda del design e della qualità.
Dentro ci sono già le pagine pronte per i goshuin, spesse e assorbenti, pensate apposta per inchiostro e timbri.
Molto spesso ti mettono una pellicola o un foglietto protettivo tra le pagine per non far sbavare l’inchiostro. A volte ho anche trovato un phon vicino al banchetto per asciugare velocemente l’inchiostro.
Si può usare un quaderno normale?
Tecnicamente sì, ma non è consigliato.
I templi preferiscono che si usi un goshuincho vero, sia per rispetto sia perché le pagine normali non assorbono bene l’inchiostro e il risultato finale è meno bello.
Inoltre, alcuni templi potrebbero rifiutarsi di fare il goshuin su un quaderno normale.
Attenzione: non mischiare goshuin e timbri turistici
Una cosa molto importante che ho capito sul posto: nel goshuincho vanno messi solo i goshuin dei templi e santuari.
In Giappone trovi tantissimi timbri turistici in giro:
- nelle stazioni
- nei musei
- in alcuni edifici storici
- nei negozi di souvenir.
Questi timbri sono divertenti e carini, ma non vanno messi nel libro dei goshuin.
Il motivo è che il goshuincho è considerato un oggetto sacro, legato alla spiritualità e al rispetto verso i luoghi di culto. Mescolare goshuin con timbri casuali è visto come una mancanza di rispetto.
Alcuni templi potrebbero anche rifiutarsi di farti un goshuin se vedono che il tuo libro ha dentro timbri turistici o adesivi.
Soluzione: due libri separati
Se vuoi raccogliere anche i timbri turistici (che sono comunque un bel ricordo), la soluzione migliore è comprare un libro separato.
Puoi usare:
- un quaderno normale
- un blocco note carino
- un libro apposito per timbri turistici (esistono anche questi, ma non sono sacri come il goshuincho).
In questo modo tieni separati i due tipi di ricordo e rispetti il significato del goshuincho.
Goshuin stampati vs fatti a mano
Nella maggior parte dei templi, i goshuin sono fatti a mano da un monaco o un addetto.
In alcuni templi molto grandi o molto turistici, però, esistono anche goshuin prestampati che ti danno già pronti, soprattutto nei giorni di grande affluenza.
Come riconoscerli
I goshuin prestampati:
- sono già completi quando te li danno
- la calligrafia è identica per tutti
- vengono consegnati su un foglio separato, non scritti direttamente sul libro.
I goshuin fatti a mano:
- vengono scritti davanti a te (o mentre aspetti in sala)
- la calligrafia è leggermente diversa ogni volta
- vengono fatti direttamente sul tuo libro.
Secondo me, i goshuin fatti a mano hanno molto più valore, proprio perché sono unici e fatti al momento.
Ma se visiti un tempio molto famoso in un giorno affollato (tipo durante i matsuri o la fioritura dei ciliegi), è normale che ti diano quello prestampato.
Durante gli eventi speciali, come i matsuri, a volte fanno anche dei goshuin speciali, diversi da quelli normali.
Diversi goshuin nello stesso tempio
Alcuni templi offrono più di un goshuin, anche fatti a mano.
Questo succede quando:
- il tempio ha più edifici o santuari interni
- ci sono divinità diverse da onorare
- esistono versioni stagionali o limitate.
In questi casi, quando chiedi il goshuin, l’addetto potrebbe mostrarti delle immagini o chiederti quale preferisci.
Ogni goshuin diverso ha un costo separato (sempre 300-500 yen).
La benedizione associata a ogni goshuin può effettivamente cambiare a seconda della divinità o del tema del tempio. Alcuni goshuin sono legati a protezione, salute, fortuna negli affari o altri aspetti specifici. Se hai dubbi, puoi chiedere (anche con gesti o mostrando le immagini) quale goshuin rappresenta cosa.
Quali templi fanno i goshuin e quali no
Non tutti i templi offrono il servizio goshuin.
In generale:
- Templi grandi e famosi: quasi sempre
- Santuari Shinto: sì, la maggior parte
- Templi piccoli o locali: dipende, alcuni sì, altri no.
Se vedi un banchetto con scritto “goshuin” o “御朱印”, allora lo fanno. Se non vedi nulla, puoi comunque chiedere, ma non è garantito.
Costo e cosa aspettarsi
Il costo di un goshuin varia tra 300 e 500 yen.
Alcuni templi lasciano una scatola delle offerte con scritto “300 yen” o simili, altri hanno un prezzo fisso da pagare alla cassa.
Cosa aspettarsi durante l’attesa
Dopo aver consegnato il libro, di solito devi aspettare qualche minuto.
L’attesa dipende da:
- quante persone ci sono prima di te
- quanto è elaborato il goshuin
- quanto tempo ci mette chi lo fa.
In alcuni templi te lo fanno davanti, in altri ti chiedono di aspettare in una sala o di tornare dopo (soprattutto se c’è molta fila).
Quando è pronto, ti chiamano (a volte con un numero, a volte dicendo il nome del tempio sul tuo libro) e te lo riconsegnano.
Consigli pratici
Porta sempre contanti
I goshuin si pagano solo in contanti.
Non accettano carta, non accettano Suica. Assicurati di avere monete o banconote da 500 yen.
Consegna il libro già aperto
Come dicevo prima, apri il libro alla pagina dove vuoi il goshuin prima di consegnarlo.
Questo evita confusione e fa risparmiare tempo.
Se non sai quale pagina scegliere, va bene una qualsiasi vuota. Alcuni preferiscono lasciare la prima pagina per un tempio speciale, ma non è obbligatorio.
Rispetta il silenzio
Mentre aspetti il goshuin, cerca di mantenere il silenzio. È un momento sacro, non un’attività turistica rumorosa.
Non fotografare mentre lo fanno
In alcuni templi è vietato fotografare durante la scrittura del goshuin. Se vuoi fare una foto, chiedi prima o aspetta di averlo ricevuto.
Perché è un bellissimo ricordo
Quello che mi è piaciuto di più dei goshuin è che ogni volta che apri il libro, rivivi il momento in cui eri in quel tempio.
Non è solo un timbro: è una calligrafia fatta a mano, con inchiostro e pennello, da una persona che era lì con te in quel momento.
Ogni goshuin è diverso, anche dello stesso tempio, perché dipende da chi lo fa e da come gli viene in quel preciso istante.
Dopo il viaggio, sfogliare il goshuincho è come rileggere un diario visivo del viaggio.
Il mio Goshuincho
Un libro per ogni viaggio
Se torni in Giappone (e dopo un primo viaggio, l’idea di tornare non è così remota), puoi comprare un nuovo goshuincho e iniziare a visitare altri templi.
Alcuni viaggiatori hanno più libri, uno per ogni viaggio o uno per tipo di luogo (templi buddisti, santuari Shinto, ecc.).
Io l’ho preso al primo tempio che ho visitato e l’ho completato durante il viaggio. Al prossimo viaggio ne comprerò sicuramente un altro.
In sintesi
I goshuin sono:
- calligrafie fatte a mano nei templi e santuari
- benedizioni personali legate al luogo che visiti
- ricordi unici che cambiano ogni volta
- raccolti in un libro apposito (goshuincho)
- costano 300-500 yen
- si pagano solo in contanti
- si richiedono dopo aver visitato il tempio
- non vanno mescolati con timbri turistici (rischi che ti rifiutino il goshuin).
Se stai organizzando un viaggio in Giappone e ti piace l’idea di portarti a casa qualcosa di più personale di una calamita o una cartolina, i goshuin sono la scelta perfetta.